Come la maggior parte di voi saprà in questo periodo oltre alla grave crisi economica che sta colpendo tutti i mercati e le borse mondiali, in Italia è in atto una sostanziosa protesta contro i decreti leggi inerenti l'insegnamento.
Non voglio addentrarmi nelle parti che riguardano le scuole dell'obbligo ma penso che sia d'obbligo concentrarsi sulla legge 133 e le sue conseguenze sul mondo universitario non solo perché mi riguarda nello specifico ma perché le conseguenze si rifletteranno su tutte le prossime generazioni.
Sono molti gli articoli che sono stati scritti su questa legge ma diciamo che cercherò' di fare un sunto
Con la legge 133/2008 si vuole:
-Ridurre i fondi alle università di 500 milioni di euro nei prossimi tre anni, ma la cifra sale ad 1 miliardo 441 milioni e 500 mila euro se si considerano i prossimi 5 anni fino al 2013 (art.66 comma 13)
-Aumentare il peso dei privati nella gestione e amministrazione degli atenei e anche nella formazione universitaria.
-Limitare il turnover al 10% per il 2009, al 20% per il 2010/2011, e 50% per quello 2012/2013 (art. 66 commi 3, 7 e 9) dei pensionamenti, questo vuol dire che i giovani ricercatori non avranno carriera (quindi oltre a dover fuggire all’estero per mancanza di lavoro, “fuga dei cervelli”, ora dovranno fuggire all’estero molto prima…).
Riduzione del personale, che non significa solo meno spesa, ma anche meno servizi per tutti (che già in alcuni casi non sono di livello alto quindi figuriamoci…)
-La possibilità per tutti gli Atenei, che siano “in rosso” o no, di trasformarsi in fondazioni, ciò significa PIU’ TASSE PER TUTTI perché un privato non è tenuto a rispettare il tetto del 20% sul Fondo Finanziario Ordinario dell’università.
Questo sono i punti principali di questo decreto che è stato approvato diventando cosi' legge.
Le conseguenze credo che le possano immaginare tutti. Tutto questo porterà alla privatizzazione delle università e di conseguenza un aumento delle tasse non più garantite dello stato, diventando cosi' una copia delle università americane.
Fino a qualche anno e ancora adesso i laureati italiani vengono presi come ricercatori all'estero per il grado di preparazione che hanno e noi o meglio lo stato italiano continua a buttare via questa grandissima risorsa mantenendo i baroni nelle università e bloccando cosi' il processo i ricambio. Secondo il limite del turnover un nuovo ricercatore può entrare nell'università solo se 5 professori vanno in pensione; la conseguenza e che le università cerca ranno di mantenere il più possibile i propri professori anche se decrepiti e non in grado di far lezione per il semplice fatto che 5 sono meglio di 1.
Fortunatamente questa situazione non è rimasta nell'ombra e in questo momento in Italia sono molte le università che hanno deciso di occupare per protestare contro questa legge completamente insensata.
Tra i primi sono stati quelli della Sapienza di Roma, ma anche a Torino la mia università di agraria a Grugliasco e Fisica stanno occupando informando il più' possibile le persone di questa situazione.
Spero veramente che tutte queste manifestazioni di dissenso vengano prese in considerazione dal "governo". Continuo come molti altri a chiedere a tutti di informare il più possibile tutti e di spargere la voce di occupazioni e manifestazioni contro questa legge che non può' che portare l'istruzione università in un vero e proprio "buco nero" (citazione di ricercatori di fisica)!!!